Lesione della Fibro-cartilagine triangolare (TFCC)

Ecco una guida per il fisioterapista sulla valutazione e gestione della Lesione della Fibro-cartilagine triangolare (TFCC).

Lesione della Fibro-cartilagine triangolare (TFCC)
Contenuti dell’articolo

La fibro-cartilagine triangolare o TFCC è una struttura appartenente al cosiddetto complesso fibro-cartilagineo triangolare (CFCT), situato nell’articolazione radio-ulnare distale (DRUJ), la cui funzione principale è quella di stabilizzarla e di ammortizzare gli stress osteo-legamentosi tra la superficie articolare distale dell’ulna e la prima filiera del carpo, in particolare l’osso piramidale. Essa si comporta come un vero e proprio menisco o disco articolare: di forma biconcava, si inserisce sul radio, fondendosi con la cartilagine articolare radiale e inserendosi sull’ulna, sul suo processo stiloideo.

Questa struttura meniscoide ha dimostrato avere un ridotto afflusso vascolare nella zona centrale (di conseguenza, una lesione/lacerazione della porzione centrale ha una minore possibilità di rimarginazione) e una maggiore vascolarizzazione delle porzioni più periferiche (le quali presentano un maggiore tasso di guarigione).

Fibro-cartilagine triangolare: anatomia
Visione del triangolo fibro-cartilagineo (Disco articolare).

Nel 1937, per la prima volta, il rapporto di Lippmann parlava della lesione della fibro-cartilagine triangolare come ipotetica causa di instabilità articolare dopo una frattura di Colles.

Grazie agli studi di Palmer e Werner sappiamo che il complesso fibro-cartilagineo triangolare risulta essere costituto da:

  • legamenti radio-ulnare dorsale e palmare (confluiscono rispettivamente nella capsula radio-ulnare posteriore e anteriore);
  • fibro-cartilagine o menisco triangolare;
  • legamento collaterale ulnare;
  • guaina dell’estensore ulnare del carpo;
  • legamento ulno-lunato e ulno-triquetrale1,3.

Tipologia di paziente

Fibro-cartilagine triangolare_ polso anatomia
Anatomia legamentosa del polso.

I pazienti maggiormente colpiti sono soggetti che spesso praticano sport come tennis, baseball, pugilato e golf, rugby, hockey e basket, ovvero sport in cui ci sono sollecitazioni in supinazione/pronazione, deviazione radiale/ulnare e carichi assiali sull’avambraccio3.

In un Revisione Sistematica del 2014 si è dimostrato che le alterazioni strutturali del complesso fibro-cartilagineo aumentano con l’età, indipendentemente dai sintomi, evidenziando che non sempre lesioni della struttura sono associate a condizioni sintomatiche4.

Fibro-cartilagine triangolare: patofisiologia

Un evento traumatico o un processo degenerativo possono portare a lesione o lacerazione del complesso fibro-cartilagineo (CFCT), divenendo una delle principali cause di dolore nella zona ulnare. Nel 1989, Palmer e Werner hanno stilato una classificazione delle lesioni traumatiche e degenerative, leggermente modificata da Atzei e Lucchetti nel 20225.

La classificazione di Palmer e Werner le suddivide in:

  • lesioni traumatiche o di Classe 1;
  • lesioni degenerative o di Classe 2.

Le lesioni traumatiche o di Classe 1 sono state a loro volta suddivise in lesioni di tipo:

  • 1A. perforazione centrale isolata del TFCC;
  • 1B. avulsione sul lato ulnare (con o senza frattura dello stiloide ulnare);
  • 1C. avulsione distale del TFCC (rottura dei legamenti ulno-carpali distali);
  • 1D. avulsione radiale del TFCC (con o senza frattura dell’incisura sigmoidea).

Le lesioni degenerative ( sindrome da schiacciamento ulno-carpali) o di Classe 2 sono state a loro volta suddivise in:

  • 2A. logoramento del TFCC;
  • 2B. logoramento del TFCC (con condromalacia del semilunare o dell’ulna);
  • 2C. perforazione del TFCC (con condromalacia del semilunare o dell’ulna);
  • 2D. perforazione del TFCC (con condromalacia del semilunare o dell’ulna oppure con perforazione del legamento semilunare-piramidale);
  • 2E. perforazione del TFCC (con condromalacia del semilunare o dell’ulna; con perforazione del legamento semilunare-piramidale o con artrosi ulno-carpale).

La classificazione appena descritta è stata fatta grazie all’aiuto di strumenti diagnostici come radiografie, risonanza magnetica con e senza contrasto ed ecografie. Grazie all’avanzamento artroscopico del polso degli ultimi anni, è stato possibile aggiornare la classificazione e vedere lesioni mai contemplate in passato (classificazione di Atzei e Lucchetti).

Tra le lesioni di tipo 1B sono state inseriti tre sottotipi di lesioni:

  • lesione distale riparabile – ATZEI EWAS 1;
  • strappo completo riparabile – ATZEI EWAS 2;
  • rottura prossimale riparabile – ATZEI EWAS 3.

Alle lesioni di tipo 1D è stato aggiunto il sottotipo:

  • lesione pre-1D. rottura dei legamenti radio-ulnari 5-10 mm prima dell’inserzione sull’incisura sigmoidea1,2.

Diagnosi differenziale

Vediamo ora quali sono le patologie da indagare o escludere nel caso in cui si sospetti una lesione del complesso fibro-cartilagineo triangolare, col fine di eseguire un’accurata diagnosi differenziale:

  • fratture distali del radio con accorciamento del radio rispetto all’una;
  • degenerazione articolare;
  • artrite semilunare-piramidale;
  • instabilità dell’estensore ulnare del carpo (EUC);
  • tendinopatia dell’estensore ulnare del carpo (EUC);
  • frattura dell’uncino dell’ osso uncinato;
  • stenosi dell’arteria ulnare;
  • artrosi piso-piramidale;
  • tendinopatia calcifica del flessore ulnare del carpo (FUC);
  • sindrome del canale di Guyon (entrapement periferico);
  • frattura dello stiloide ulnare;
  • patologie del nervo ulnare1.

Elementi anamnestici

La lesione del complesso fibrocartilagineo è considerata una delle principali cause di dolore che un paziente può lamentare nella zona ulnare. Effettuare un’anamnesi completa del paziente significa indagare sul sintomo in termini di:

  • comparsa e durata dei sintomi;
  • presenza o meno di un trauma;
  • attività che provocano il dolore;
  • eventuali trattamenti già effettuati.

Il trauma che il paziente può riferire potrebbe essere una caduta, un trauma sportivo diretto o indiretto, una forte trazione o torsione dell’avambraccio, oppure la caduta di un oggetto sul polso pronato ed esteso.

Generalmente, il paziente lamenta i seguenti segni e sintomi:

  • forte dolore sul versante ulnare, volare o dorsale;
  • limitazione del ROM attivo;
  • riduzione della forza e della funzionalità del polso;
  • sensazioni di “cedimento” sul lato ulnare durante un’attività sotto carico;
  • click e/o crepitii udibili durante i movimenti attivi del polso (soprattutto movimenti di prono/supinazione, di prensione e di deviazione ulnare del polso).

Spesso, il paziente che presenta una lesione simile ha in concomitanza una frattura distale del radio o dello stiloide ulnare2,3,6.

Esame obiettivo e valutazione

All’esame obiettivo, il clinico osserverà la porzione ulnare del polso, dorsale e palmare, per evidenziare la presenza di gonfiore e/o rossore o lesioni cutanee. Il clinico potrà utilizzare dei test clinici utili per formulare un’ipotesi diagnostica:

  • iper prono-supinazione passiva dell’avambraccio che potrà risultare dolorosa;
  • compressione dello stiloide ulnare e del tendine flessore ulnare del carpo con comparsa del cosiddetto segno della fovea, riproducendo il dolore familiare del paziente nella regione della fovea (il test ha una sensibilità del 95,2% e una specificità dell’ 86,5% per lesioni foveali o rotture del legamento ulno-triquetrale);
  • test di ballottamento o test del pianoforte dell’articolazione radio-ulnare distale; con il gomito del paziente a 90°, il clinico stabilizza con una mano la porzione distale del radio e con l’altra effettua una traslazione dorsale e palmare dello stiloide ulnare; una traslazione ulnare maggiore rispetto al lato controlaterale indica una positività del test;
  • grind test; il clinico fissa la porzione distale dell’avambraccio, posizionato in posizione intermedia e con l’altra mano porta il polso in deviazione ulnare ed in flessione dorsale; da qui effettua una rotazione del polso in direzione ulnare; la presenza di click e crepitii dolorosi rendono il test positivo che purtroppo, però, non ha un’affidabilità così alta da essere utilizzato molto in pratica clinica7.

Le indagini diagnostiche come la Risonanza Magnetica e la TC sono i migliori strumenti per diagnosticare con certezza una lesione del complesso fibrocartilagineo. Il Gold Standard diagnostico è l’artroscopia7.

fibro-cartilagine triangolare: test
Segno del tasto del pianoforte.

Trattamento

Il trattamento delle lesioni del complesso fibro-cartilagineo dipende dall’entità del danno: se non ci sono fratture instabili o dislocate associate o instabilità dell’articolazione radio-ulnare distale, si può procedere con un trattamento conservativo.

Il trattamento conservativo consiste in:

  • immobilizzazione con tutore da 3 a 6 mesi;
  • gestione del dolore con antidolorifici e/o antinfiammatori;
  • infiltrazioni di corticosteroidi;
  • modifica delle attività.

Finito il periodo di immobilizzazione, inizia il trattamento riabilitativo costituito da tecniche di mobilizzazione passiva e attiva del polso e della mano nelle prime settimane, seguite dall’introduzione di esercizi contro resistenza per il recupero della forza. Il fallimento del trattamento conservativo dopo 6 mesi richiede un intervento chirurgico7.

A oggi esiste un trial clinico effettuato su un piccolo numero di pazienti (18) il cui obiettivo è stato quello di dimostrare l’efficacia di un trattamento riabilitativo in presenza di una lesione acuta del complesso fibrocartilagineo, entro 6 mesi dal trauma. All’interno dello studio clinico sono stati valutati e trattati soggetti con lesioni di tipo 1A e 1B secondo Palmer. Il protocollo, lungo 12 settimane prevedeva esercizi isometrici, concentrici ed eccentrici distali e prossimali, attività di terapia occupazionale ed esercizi propriocettivi in una seconda fase.

Il protocollo ha ottenuto evidenti miglioramenti del ROM attivo in flesso-estensione e prono-supinazione paragonati ai range di valore pre-trattamento8.

Prognosi

La tipologia del danno subìto, le lesioni associate e le richieste del paziente influiscono sulla prognosi generale del quadro clinico. Generalmente, i pazienti trattati in maniera conservativa hanno una prognosi che varia dai 3 ai 6 mesi.

Alcuni di questi, passati i 6 mesi di gestione conservativa non ottengono miglioramenti clinici evidenti e vengono sottoposti a intervento chirurgico: in questo caso, la prognosi varia da 6 a 12 mesi.

I pazienti che hanno subìto lesioni che necessitano un intervento o che richiedono nello specifico un intervento immediato (cause sportive o lavorative) hanno una prognosi che varia dai 3 ai 6 mesi. Di solito, dopo aver effettuato un intervento di debridement, il polso viene immobilizzato dapprima con un gesso per 2  settimane e poi con una stecca/tutore rimovibile per 2-4 settimane. Se viene effettuato un intervento di riparazione il polso viene immobilizzato con un gesso per 6 settimane e con una stecca/tutore rimovibile per 2-4 settimane.

La riabilitazione può iniziare dopo aver terminato il periodo completo di immobilizzazione3,7.

Bibliografia
  1. Brotzman, B. S., Manske, R. C. (2018). La riabilitazione in ortopedia – Lesione del complesso fibrocartilagineo triangolare, Terza Edizione (2014).

  2. Pavic, R., Margetic, P., Bensic, M., Hnatesen, D., Kopljar M, Margetic, K. Comparative radiological diagnostics of acute triangular fibrocartilage complex injuries. Acta Clin Croat, 2022 Mar; 61(1):129-137. doi: 10.20471/acc.2022.61.01.16. PMID: 36398086; PMCID: PMC9616026.

  3. Pang, E. Q., Yao J. Ulnar-sided wrist pain in the athlete (TFCC/DRUJ/ECU). Curr Rev Musculoskelet Med, 2017 Mar; 10(1):53-61. doi: 10.1007/s12178-017-9384-9. PMID: 28185125; PMCID: PMC5344855.

  4. Chan, J. J., Teunis, T., Ring, D. Prevalence of triangular fibrocartilage complex abnormalities regardless of symptoms rise with age: systematic review and pooled analysis. Clin. Orthop. Relat. Res., 2014 Dec; 472(12):3987-94. doi: 10.1007/s11999-014-3825-1. PMID: 25091224; PMCID: PMC4397769.

  5. Luchetti R., Cozzolino R., Marcovici L. L., Atzei A. The Pre-1D Lesion of the TFCC-A New Variant of the Palmer 1D Class. Arthrosc Tech., 2022 Jul; 14;11(8):e1435-e1440. doi: 10.1016/j.eats.2022.03.031. PMID: 36061456; PMCID: PMC9437447.

  6. Sachar, K. Ulnar-sided Wrist Pain: Evaluation and Treatment of Triangular Fibrocartilage Complex Tears, Ulnocarpal Impaction Syndrome, and Lunotriquetral Ligament Tears. J. Hand Surg. Am., 2008 Nov; 33(9):1669-79. doi: 10.1016/j.jhsa.2008.08.026. PMID: 18984356.

  7. Chung, S. R., Huan, K. W., S. J., Huan, Nah, J. H., Jerome, T. J. Arthroscopic algorithm for acute traumatic triangular fibrocartilage complex (TFCC) tears. J Hand Microsurg, 2024 Nov 14;17(1):100175. doi: 10.1016/j.jham.2024.100175. eCollection 2025 Jan. PMID: 39659660; PMCID: PMC11626739.

  8. Seppi, S., Raccagni, I., Ghezzi, A., Carozzo, M., Pajiardi, G. E. Conservative treatment in pre-dynamic triangular fibrocartilage tears: proprioceptive approach. Rivista Italiana di Chirurgia della Mano, 2022;59:29-35.